I principali risultati delle ricerche degli Osservatori di Digital Innovation del Politecnico di Milano non mentono,la trasformazione digitale avanza ad un ritmo sempre più incalzante, un cambiamento esponenziale a cui le nostre imprese, pur sempre più consapevoli dell’importanza della posta in palio, faticano a rispondere.

La sfida è chiara, quale che sia il settore di appartenenza, per sopravvivere le organizzazioni dovranno mettersi in discussione e trasformarsi nel profondo, diffondendo al loro interno una nuova cultura dell’innovazione introducendo modelli organizzativi e processi capaci di reagire e riconfigurarsi velocemente.

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Nessuna organizzazione tradizionale, neppure la più consolidata e ricca di risorse e competenze, può affrontare un simile sforzo da sola. Occorre. aprirsi, rendersi permeabili agli stimoli esterni e interni incarnando un modello di open company:un’organizzazione agile e inclusiva, capace di ingaggiare l’intera popolazione aziendale, bilanciando exploration ed exploitation, scouting di nuove iniziative ed execution di quelle attuali, come solo una realtà autenticamente agile ed imprenditoriale sa fare.

Per consentire questa trasformazione organizzativa e culturale, un ruolo fondamentale è rivestito dalla capacità di saper guardare oltre i confini aziendali, ispirandosi e collaborando con differenti attori esterni, tra cui spiccano centri di ricerca, coworking, università e startup.

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